lunedì 17 marzo 2008

MEA SpA 2002-2007: cinque anni di attività - La posizione del gruppo consigliare del PD di Melegnano

In occasione di un recente Consiglio Comunale il Sindaco Bellomo, aveva assunto il preciso impegno a sottoporre all’attenzione del Consiglio Comunale entro la fine di Febbraio il documento di indirizzi sulla Mea.

A oggi non solo il Consiglio Comunale non ha ricevuto nulla, ma nulla è riportato nella relazione revisionale del 2008.

Riteniamo doveroso, non solo fare il punto ad oggi ma soprattutto individuare le direttrici su cui riteniamo che Mea debba operare.

Gli ultimi cinque anni di attività della Mea spa sono stati complessi ma anche caratterizzati da un costante impegno di innovazione.

L’indirizzo indicato dal Consiglio Comunale era quello di condurre verso un mercato esterno più ampio una Società mista (proprietà pubblica-privata) abituata ad operare da oltre trent’anni solo nel territorio cittadino di Melegnano.

Per l’attuazione di questo modello d’impresa, era indispensabile il raggiungimento di una forte coesione dei Soci (Comune di Melegnano, Cpl Concordia Coop prima e Arcalgas SpA di Piacenza poi) e di una condivisione delle componenti operative: fattori a cui si è pervenuti.
L’obiettivo era quello di coniugare crescita di valore per i soci, aumento di occupazione, tariffe equilibrate per i cittadini con sicurezza degli impianti e qualità dei servizi offerti.

Su queste direttrici la Società ha eseguito le seguenti principali operazioni:

- costruzione Centro direzionale di Via della Repubblica;
- dismissione dello stabile in Piazza della Stazione (attuale sede distaccata di uffici comunali);
- costituzione insieme ad altri della società di vendita del gas Miogas Srl - Rozzano;
- acquisto della Asm Srl di Binasco, società di distribuzione del gas nel Comune di Binasco;
- acquisizione di un appalto per la raccolta e pulizia della strade a Vizzolo Predabissi;
- acquisizione di un appalto per la pulizia delle strade a San Zenone al Lambro;
- consolidamento della raccolta differenziata al limite del 60%;
- installazione dell’impianto di cogenerazione alla Fondazione Castellini;
- ristrutturazione della Palazzina ex Enel (Monti e Martini) con conseguente apertura di un nuovo punto di contatto con la città;
- perforazione di pozzi per l’acqua di profondità superiore ai 100 metri, la cui sicurezza è stata più volte ribadita dagli enti pubblici deputati al controllo;
- acquisizione di certificazioni di qualità Iso 9001;
- introduzione della verifica biennale della qualità del servizio con questionari distribuiti a tutti i cittadini;
- certificazione dei bilanci da parte di una primaria Società di revisione contabile.

La Società ha anche intrapreso un programma di rinnovamento del parco mezzi per far fronte in maniera adeguata ai servizi di igiene urbana.

Accanto ai risultati positivi dimostrati dagli interventi sopra elencati e dai dati pubblici di bilancio c’è da registrare una difficoltà di uscita positiva dall’investimento in Publicompost di cui Mea ha responsabilità marginali.

I sopraelencati fatti hanno permesso il sostanziale rispetto delle linee di indirizzo 2002/2007 deliberate dal Consiglio Comunale di Melegnano.

L’Amministrazione Bellomo ha stabilito di interrompere anticipatamente il mandato ai membri del Consiglio di amministrazione nominati dall’Amministrazione Dolcini nominando un nuovo Cda.

Quello che è rimasto indeterminato è l’indirizzo, la strategia che guiderà il futuro dell’azienda.

Il gruppo Consiliare del Partito Democratico, in linea con quanto indicato dall’ormai decaduto CdA, dopo un’analisi dei mercati di riferimento e dei territori di radicamento, lancia alcuni punti di intervento:

1) aumento di capitale riservato ai Comuni limitrofi trasformando la Società da Melegnanese in un’azienda di servizi del “comprensorio melegnanese”;

2) aumento del fatturato e del conseguente valore della Società con la partecipazione a gare pubbliche del comprensorio melegnanese che venissero indette nel campo energetico e dell’igiene ambientale;

3) investimenti maggiori in tecnologia per migliorare la sicurezza e la qualità dei servizi. Riposizionamento della Società nel campo delle energie rinnovabili con un primo intervento nel campo dell’energia solare per un valore di oltre 400.000 euro.

4) aggregazione con partners industriali di livello equivalente ma all’interno di un Gruppo economico forte che porti esperienze, qualità e soprattutto cultura di mercato.

In un mercato che si allarga costantemente non è possibile, pena la decadenza, rimanere rinchiusi in un territorio angusto ergendo barriere all’ingresso di competitori. La concorrenza, in un mercato regolato da norme efficaci, è trasparenza in special modo nel campo della formazione del prezzo finale ai cittadini.

Il fine delle presenza del “pubblico” in una società è di salvaguardare nel modo più adeguato gli interessi dei consumatori finali nel campo della sicurezza, qualità del servizio, equità del prezzo.

Elettra Sabella
Capo Gruppo Consigliare
Partito Democratico

Un'Italia moderna si può fare

Introduzione al convegno
"Un'Italia moderna si può fare"
Melegnano, Castello Mediceo, Sala delle Battaglie

giovedì 13 marzo 2008

Questa sera abbiamo il piacere di avere qui con noi, ad aprire la campagna elettorale, gli onorevoli Erminio Quartiani e Lino Duilio, deputati del Partito Democratico, che hanno dato la loro disponibilità per riflettere assieme su alcune tematiche della campagna elettorale.

Il Partito Democratico nasce in un momento delicato della vita dell’Italia. Purtroppo, infatti, la sua fase costituente ha coinciso con la crisi di governo e la conseguente chiamata alle urne per eleggere il nuovo Parlamento, con una legge, francamente, assurda.

Nel panorama politico nazionale il Partito Democratico rappresenta una grande novità: infatti, dopo un lungo periodo di lavoro e confronto nel centro sinistra italiano le forze cattoliche e progressiste sono riuscite a superare divisioni ideologiche e steccati di appartenenza, per perseguire il comune obiettivo di rinnovare la politica e renderla più semplice, reale e moderna.

Anche a livello locale questo percorso è stato portato a compimento: a Melegnano infatti il Partito Democratico nasce come naturale conseguenza dalla nostra esperienza locale dell'Ulivo, un’esperienza fatta da persone che, pur proveniendo da esperienze politiche diverse, hanno iniziato a lavorare assieme già da diverso tempo. Mi riferisco in particolare all'esperienza della precedente amministrazione cittadina che, pur tra gli inevitabili problemi e i momenti difficili, ha visto i componenti del gruppo consiliare collaborare con il Sindaco e gli assessori con responsabilità amministrativa, grazie alla quale la città ha potuto beneficiare di un avanzo di bilancio di 235.000 euro.

Il Partito Democratico si rivela quindi come l'evoluzione naturale e necessaria di queste esperienze.

Il coordinamento del circolo del Partito Democratico di Melegnano è emerso dalle elezioni che si sono svolte alla fine di Gennaio, la cui partecipazione, sia come elettori che come candidati, era aperta a tutti i cittadini. Ai nomi emersi dalle votazioni si aggiungono i quattro componenti del gruppo consiliare del Partito Democratico. Vorrei quindi presentarvi i componenti del coordinamento: Chiara Basile, Fortunato Borello, Nicola Borzi, Pierluigi Corsini, Michela Dieci Maurizio Lambri, Alessandro Massasogni, Dario Morganti, Dario Ninfo, Silverio Pavesi, Vito Penta, Samantha Poggi, Vera Potecchi, Fabio Radaelli, Davide Reati, Elettra Sabella e Graziella Zanoni.

Siamo un gruppo giovane, non solo per costituzione, ma anche anagraficamente. Nel Partito Democratico infatti è stato fatto davvero uno sforzo per lasciare spazio ai giovani e alle donne, e questo grazie anche alla disponibilità da parte di chi ci ha preceduto, di fare “un passo indietro”, e alla volontà di coinvolgere ad ampio raggio chi è interessato a fare esperienza in ambito politico e a portare il proprio contributo di idee. Questo senza comunque rinunciare all'esperienza accumulata in precedenza, che resta un patrimonio su cui poter contare!

Voglio sottolineare però che, anche se molti dei componenti del coordinamento sono giovani e nuovi nel panorama politico, questo non significa essere privi di radici: ognuno di noi infatti è impegnato, a vario titolo, nella società civile, sia per l’impegno lavorativo (tra di noi vi è chi opera nel campo della sanità, della scuola, nel mondo dell'informazione, dell'economia, proveniamo dal dal settore privato e da quello pubblico, dipendenti e libero professionisti), che per esperienze di impegno di volontariato in vari ambiti (sociale, sportivo, culturale).

Questo significa che conosciamo il territorio in cui viviamo, e che quindi non solo possiamo captarne le necessità ma abbiamo anche la volontà di riuscire a farcene interpreti, proponendo idee nuove e adeguate per affrontare queste necessità con responsabilità.
Le sfide che il tempo presente ci pone davanti vanno affrontate con metodi nuovi, dai problemi legati al lavoro, quelli delle famiglie quelli dei giovani che vedono le difficoltà di poter realizzare i propri progetti di vita; dalla convivenza con persone provenienti da altri Paesi, alla sicurezza personale, non possono essere affidati a slogan che fanno molto rumore ma dietro hanno solo il vuoto, né a personalismi volti soltanto ad assicurare tutela a sé stessi o a una limitata cerchia di amici.

Dal punto di vista locale noi siamo l'unica valida alternativa al centrodestra, della cui pochezza la città è oramai cosciente. Prova ne è che dal suo insediamento questa amministrazione non è riuscita a realizzare neppure uno dei punti del suo programma anzi, come prima cosa ha provveduto ad aumentare l’addizionale comunale, e per nascondere le proprie incapacità gestionali e amministrative, persevera a paventare inesistenti buchi di bilancio.

Possiamo quindi ben dire che, sia a livello nazionale che locale, il Partito Democratico dà prova della concretezza dei suoi programmi, che mettono al centro problemi reali (il sostegno alle famiglie, ai lavoratori precari, la riduzione della pressione fiscale, l'istruzione, le infrastrutture solo per citarne alcuni) e ai quali propone soluzioni concrete, per fare un'Italia nuova.

Grazie!

Monica Vajna de Pava
portavoce del Circolo del Partito Democratico di Melegnano

giovedì 6 marzo 2008

8 marzo, festeggiamo con le donne del PD di Melegnano in Piazza Risorgimento













1908 – 2008: sabato 8 marzo le donne del Partito Democratico di Melegnano ricordano un secolo di storia all’insegna dell’emancipazione femminile incontrando la cittadinanza con un brindisi in Piazza Risorgimento alle ore 17

Sabato 8 marzo le donne del Partito Democratico di Melegnano festeggeranno un secolo di storia all’insegna dell’emancipazione femminile e invitano la cittadinanza in piazza Risorgimento alle ore 17 per accogliere richieste, idee, contributi e per ricordare la data di inizio di questo percorso, accompagnando l’evento con un brindisi di buon auspicio per il futuro.

L’8 marzo non è una festa di tipo commerciale come taluni erroneamente credono, bensì è la data scelta per commemorare una tragedia. Nel 1908 a Chicago 129 operaie morirono bruciate vive nell’industria tessile in cui lavoravano. La loro “colpa” era quella di aver scioperato pochi giorni prima per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Per questo il padrone della fabbrica le rinchiuse nello stabilimento e ignoti appiccarono il fuoco. Successivamente, questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale a favore delle donne. Da simbolo delle vessazioni che la donna ha subito nel corso dei secoli, l’8 marzo diventava così un punto di partenza per il riscatto femminile.

Dal ‘900 le donne hanno conquistato il diritto di voto, la legge sul divorzio, sulla tutela della maternità e sulle pari opportunità. Tutto ciò è avvenuto grazie alle battaglie e al sacrificio di donne che hanno lavorato spesso anche nell’ombra. È cambiato il ruolo delle donne nella famiglia, sul posto di lavoro, nella scuola, nella società. Così è stata ottenuta l’uguaglianza da punto di vista giuridico. Di fatto, però, persistono ancora discriminazioni nei posti di lavoro, con difficoltà marcata di accesso alle posizioni di rilievo in ambito lavorativo e istituzionale.

È dunque una svolta la nomina di nove donne nell’Esecutivo nazionale del Partito Democratico. Secondo Walter Veltroni «per la prima volta nella storia della politica italiana, le donne sono presenti in un organismo dirigente in numero superiore a quello degli uomini». Infatti, come spiega il Programma del Partito Democratico al punto 6 (Stato Sociale: più eguaglianza e più sostegno alla famiglia, per crescere meglio) «sono le donne l’asso dello sviluppo, della competitività, del benessere sociale».

Anche a Melegnano il coordinamento del Partito Democratico vanta un nutrito numero di donne: Chiara Basile, Michela Dieci, Samantha Poggi, Vera Potecchi, Elettra Sabella, Monica Vajna De Pava, Graziella Zanoni. Sono donne che provengono da settori lavorativi e culturali diversi che si sentono però accomunate dalla volontà e dal desiderio di lavorare per il paese in cui vivono, di mettere al servizio di Melegnano le proprie capacità, di condividere esperienze e iniziative con altre donne e uomini della città.

È per questi motivi che l’8 marzo le donne del Partito Democratico invitano la cittadinanza in piazza Risorgimento a Melegnano alle ore 17.

venerdì 15 febbraio 2008

Consulta per gli stranieri, la posizione del Gruppo consiliare PD

Gruppo Consigliare Partito Democratico
Melegnano

Consiglio Comunale del 12 febbraio 2008

Mozione del Gruppo consiliare "Melegnano Città aperta":

“Istituzione, funzionamento e regolamento della consulta comunale per gli stranieri”

La proposta d’istituire la Consulta comunale per stranieri, come ci è ricordato nel testo della mozione, deriva dal programma elettorale del Gruppo “Melegnano Città aperta”. Un programma legittimamente sostenuto dai promotori, ma bocciato dalla maggioranza degli elettori melegnanesi.

A prescindere però dal gradimento o meno della proposta, il punto controverso sta nella proposta stessa.

Anzitutto il termine “consulta” nel nostro ordinamento indica un organismo istituzionale funzionale alla partecipazione dei cittadini in forma organizzata. Per cui, introdurre un elemento di partecipazione simile a ciò che esiste, ma diverso per organizzazione e gestione, creerebbe confusione e malintesi. Oltre a richiedere una necessaria modifica del regolamento di partecipazione popolare che attualmente, alla voce “consulta”, non indica presenze di rappresentanza singola od elettiva.

Entrando nello specifico della proposta, seppur riteniamo opportuno accogliere le indicazioni in materia di politiche per l’integrazione sociale contenute nel Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e le norme sulla condizione dello straniero (DLgs 286/98 e L. 189/02), riteniamo tuttavia che la risposta nell’istituzione di una consulta per stranieri, sia prematura ed avventata poiché non si fonda su una domanda espressa. Quindi presumibilmente votata all’insuccesso.

Gli ultimi dati relativi alla presenza di cittadini immigrati a Melegnano, delineano un costante incremento del fenomeno, giunto in città a sfiorare il 10% della popolazione confermando, anche a livello locale, l’irreversibilità del processo di migrazione in atto nel continente europeo.

Questo fenomeno interroga la politica e la pone di fronte ad una grande responsabilità derivante da una prospettiva non eludibile.

Un processo che ci sorprende e che per certi versi ci spaventa, ma il fenomeno migratorio va governato con la consapevolezza che la chiave di risoluzione sta nell’integrazione.

Solo lavorando per una cultura di socialità responsabile, fondata sul riconoscimento dei diritti e l’assunzione consapevole dei doveri di cittadinanza, si giungerà ad un’armonica convivenza.
Non è certo divulgando paure e sentimenti ostili, per lo più provenienti da egoismi e pregiudizi, a far sì che quanti entrano regolarmente nel nostro Paese si possano inserire in esso con pieno titolo di cittadinanza.

Si badi bene che questo non è “buonismo”, perché il rispetto del nostro ordinamento costituzionale va chiesto e preteso. E’ provato però che marginalizzando anziché inserendo, favorendo un rapporto di rispetto, di condivisione civile e reciproca conoscenza, si stempera anche la tensione della diversità, annullando gli effetti di ostilità e quindi di rifiuto delle regole stesse.

Per tornare all’oggetto della mozione, come dicevo, riteniamo sia prematuro istituire una consulta per gli stranieri senza conoscere in profondità la realtà migratoria presente a Melegnano.

Siamo informati del numero delle presenze regolari, dei Paesi di provenienza e delle etnie, ma non sappiamo quali sono le loro condizioni di vita, la realtà socio-economica che esprimono, il livello d’integrazione.

Pertanto, la proposta alternativa che avanziamo si sviluppa in due momenti. Quello più immediato che consiste nell’offrire alla popolazione immigrata un punto di riferimento preciso nell’ambito dei servizi comunali e che chiameremo “Sportello stranieri”.

Il secondo momento, che comporta certamente un percorso non breve, consiste nel porre in essere un’indagine analitica dell’immigrazione cittadina a partire dai luoghi della frequenza “obbligata”: la scuola ed il lavoro.

Pensiamo che un’azione conoscitiva del fenomeno migratorio possa condurci all’origine del fenomeno stesso e ad approfondire la sua conoscenza, coinvolgendo opportunamente le istituzioni scolastiche e gli organismi di rappresentanza del mondo produttivo, sindacati e associazioni di categoria, oltre a quelle realtà sociali che in città si preoccupano di queste persone.

Un contatto diretto con questa umanità ai più “sconosciuta” darà la percezione della volontà d’inserirsi nel contesto cittadino e farà emergere le domande, alle quali si potrà dare risposte concrete. Sempre che ci sia la volontà politica.

Poiché abbiamo la convinzione delle validità di questa proposta, ne faremo anche oggetto d’emendamento integrativo al bilancio di previsione per il 2008.

Il consigliere
Alessandro Massasogni

martedì 12 febbraio 2008

Immigrazione e integrazione, risposta al capogruppo della Lega Nord Fugazza

Melegnano, 12 febbraio 2008

Siamo rimasti sconcertati dalla lettera sull’immigrazione del capogruppo della Lega Nord in Consiglio comunale a Melegnano, Paolo Fugazza, pubblicata dal “Cittadino” di Lodi il 12 febbraio. Come ogni ragionamento bislacco, anche quello di Fugazza parte da una somma di banalità per arrivare a conclusioni deliranti. È un’ovvietà affermare “come italiani abbiamo la nostra cultura, la nostra società, la nostra lingua ed il nostro modo di vivere” o che “noi parliamo l’italiano e non il libanese, l’arabo, il cinese, il rumeno, il giapponese, il russo o qualsiasi altra lingua. Perciò se desiderate davvero far parte della nostra società, dovete imparare la nostra lingua”.

Assai meno ovvia, ma molto preoccupante è l’affermazione successiva: “Vi è un dato di fatto certo e incon[tro]vertibile: uomini e donne cristiani hanno fondato questa nazione sui principi cristiani”.

Con questa frase Fugazza dimostra di aver urgente bisogno di un approfondito ripasso di storia e diritto. Il capogruppo della Lega Nord dimentica che l’unità d’Italia è stata realizzata da uno Stato e da una classe dirigente che esportarono nel resto della nazione una visione talmente laica e liberale della politica da scatenare la reazione della Santa sede. Pio IX nel 1874 e Leone XIII ingiunsero ai cattolici italiani di non recarsi alle urne e con il famoso non expedit impedirono ai cattolici italiani (per più di trent'anni!) di partecipare attivamente alla vita politica del Paese. I principi cristiani di cui parla Fugazza furono e sono vissuti nella vita quotidiana di grande parte del popolo italiano, ma di certo non furono il fondamento né dello Stato postunitario né della Repubblica. Nulla di tutto questo va “scritto sui muri delle nostre scuole”, signor Fugazza!

È la Costituzione all’articolo 8 (che, per nostra fortuna, fu scritta in concordia da cattolici e laici di ben altra levatura intellettuale che non quella del signor Fugazza!) a dettare i principi in materia: «Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze».

Seguono altre farneticazioni, nelle quali di nuovo Fugazza mette insieme in un’unica risma “la nostra bandiera, il nostro giuramento, i nostri impegni, le nostre credenze cristiane, o il nostro modo di vivere” che dovrebbero essere “accettati” dagli immigrati. Non v’è dubbio che chi viene in Italia debba adeguarsi alla legge italiana, perché è proprio la legge dello Stato ad attribuire dei diritti ai cittadini stranieri ma che al contempo a imporre loro, allo stesso modo dei cittadini italiani, doveri precisi. Di certo imparare la lingua italiana è necessario, di certo l’integrazione degli stranieri è uno degli obiettivi che la politica, nazionale e locale, deve realizzare nell’interesse non solo degli italiani ma soprattutto degli immigrati. Ma l’integrazione non può e non deve trasformarsi in un’assimilazione forzata che annulli le differenze! Nessuno, italiano o immigrato, è obbligato dalla legge ad accettare “credenze” o “modi di vivere”: la libertà personale è limitata solo dal rispetto della legge, signor Fugazza, e non esiste alcun “dovere” di conformismo all’opinione e alla condotta “normali”, né tantomeno a una presunta “identità”.

Le affermazioni di Fugazza sull’“identità” nazionale e sul modo di propagandarla sono inquietanti perché ci riportano indietro al periodo più buio della storia italiana. Perché c’è stato un periodo della nostra storia nazionale nel quale ciascun cittadino aveva l’obbligo di adeguare la propria vita personale alle direttrici imposte da un potere superiore, signor Fugazza: il ventennio fascista! Mussolini impose l’equazione fascismo uguale Italia e su questa base arrivò a togliere la cittadinanza agli oppositori politici. Furono i fascisti a riempire i muri d’Italia di slogan identitari inneggianti alla violenza contro chi la pensava diversamente.

Chiudiamo con un’ultima osservazione. Ci fa piacere constatare che il signor Fugazza ha finalmente recepito nel suo vocabolario le parole “nazione” e “Paese”. Speriamo che il resto del suo partito, a partire dal signor Bossi, segua questa (tardiva) conversione al riconoscimento dell’unità nazionale, finendo una volta per tutte di minacciare la secessione e il ricorso alla violenza.

Gruppo Consiliare
Partito Democratico di Melegnano

Illuminazione pubblica, interrogazione a Sindaco e Assessore

Melegnano, 12 Febbraio 2007

Al Presidente del Consiglio Comunale
Al Segretario generale
Al Sindaco
All’Assessore competente

Ai sensi delle leggi, dello Statuto e delle regolamentazioni vigenti, si presenta la seguente INTERROGAZIONE con richiesta di RISPOSTA SCRITTA

ILLUMINAZIONE PUBBLICA

Premesso che

Si ritiene che l’illuminazione pubblica sia uno strumento essenziale e fondamentale per garantire la sicurezza;

Che sono sempre più frequenti e allarmanti gli atti di criminalità sul nostro territorio;

Che in occasione della prima variazione di bilancio presentata da questa Amministrazione nel Luglio 2007 vengono inseriti 1.000.000 di euro finanziati in project financing e espressamente mirati ad un progetto di illuminazione pubblica;

Che già in occasione della suddetta variazione abbiamo avuto modo di esprimere forti perplessità, non tanto sulla forma in sé stessa della fonte di finanziamento, quanto sulla reale fattibilità dell’opera e quindi della variazione;

Che su 5,2 milioni di euro di variazione di bilancio, a luglio, ben 2,8 milioni di euro, pari al 54,7% dell’intera variazione risulta finanziata con la forma di project finance, e che ad oggi nulla è stato sottoposto all’attenzione del Consiglio Comunale;

Che nel corso dell’ultimo mese è sotto gli occhi di tutti i cittadini Melegnanesi lo stato di incuria e degrado in cui versa l’illuminazione pubblica, solo per citare alcune delle strade totalmente o parzialmente al buio, peraltro già segnalato a voce:

Via Monte Grappa,
Via Castellini,
Via Predabissi,
Via Giardino,
Via Medici.


Si chiede:

Quali sono gli atti e le azioni messe in campo da questa Amministrazione per risolvere il problema?

Come si rileva il processo di mancato e/o buon funzionamento dell’illuminazione tra cittadino e Pubblica Amministrazione?

Qual’é lo stato dell’arte del progetto di illuminazione pubblica; si ricorda che a questa specifica domanda non è stata data sufficiente risposta sia in sede consiliare che in commissione.

Ricordo alla Giunta anche le mie perplessità avendo ricevuto poi quelle poche e vaghe risposte non dalla Giunta ma dal Consigliere Passerini, senza che il Consiglio fosse informato di una sorta di delega ad hoc.

Il Capo Gruppo Consiliare
Partito Democratico
Elettra Sabella

Sicurezza: il documento di indirizzi del PD di Melegnano

Melegnano, 12 Febbraio 2007
Gruppo Consiliare Partito Democratico


DOCUMENTO DI INDIRIZZI SULLA SICUREZZA

Premesso che

Nonostante le dichiarazioni alla stampa dell’Assessore Marco Lanzani, si veda il Cittadino del 20 novembre 2007, «……la città di Melegnano premia la politica del governo locale guidato dal sindaco Vito Bellomo e dalla coalizione di centrodestra. In particolare, ricordo le strategie per rafforzare la sicurezza cittadina»,

sempre dalla stampa locale sono sempre più frequenti, gravi ed allarmanti gli episodi di vandalismo, microcriminalità e segnali di criminalità organizzata (atti incendiari) di seguito solo un estratto di articoli:

27/7/2007 Edicola rapinata
20/9 Rapinata agenzia della BNL
3/10 Quartiere Montorfano allarme sicurezza e vandali nel parco
2/10 Rapina al bancomat di Paullo
4/10 Ignoti violano la scuola di Viale Lazio
10/10 Appiccato incendio immobiliare in via Monte Grappa
24/10 Rapina in due banche : San Paolo a Melegnano- BCC a Dresano
6/11 Writers scatenati nel cuore di Melegnano.
8/11 Melegnano e San Giuliano : assedio della microcriminalità (dalla prima pagina)
8/11 Centro città terra di nessuno, rinnovo allarme a Montorfano
14/11 Vandali sfondano vetrina in Via Marconi
19/11 Tabaccaia pedinata e scippata
20/11 Furti a raffica a Montorfano
27/11 Scippo record di 9mila euro
Furti di ferro nei cantieri lungo la ferrovia
3/12 Molotov lanciata in un parcheggio di Via XXIII Marzo
22/12 Rapina Farmacia Cavalli
28/12 Vandali nelle sale polifunzionali
Truffe agli anziani, preoccupazione dei Sindacati

11/1/2008 Vandali al parco gioco di Via Oleandri
18/1 Furti negli ambulatori
19/1 Rapina Banca Regionale Europea
Rapina alla stazione
23/1 Rapina farmacia Balocco
24/1 Banditi in azione nei bar e ai distributori
7/2 Allarme del comitato Ovest
9/2 Scippi in pieno centro

Per fronteggiare il bisogno di sicurezza sentito, avvertito e segnalato dai cittadini, si considera prioritaria la riconduzione di interventi praticabili e l’orientamento di tutti i soggetti coinvolti e servizi interessati ad un progetto compiuto e condiviso di medio e lungo tempo, capace di innovare progettualmente e di coordinare gli interventi tra di loro, al fine di creare nuove sinergie tra le attività delle Istituzioni: dalla Regione, dalla Provincia, dai Comuni limitrofi al Comune di Melegnano – con forte ruolo dei Quartieri – le istituzioni chiamate alla produzione del bene pubblico della sicurezza le Forze dell’ordine , le associazioni economiche di categoria, sindacali e sociali.

Si ritiene sia ormai trascorso un ragionevole lasso di tempo dall’insediamento dell’Amministrazione e negli atti concreti nulla si vede.

Si individuano come “mezzi e strumenti” attraverso i quali avviare un progetto per il territorio queste fasi:

1- ristrutturazione organizzativa della Polizia Locale;
2- ristrutturazione logistica della Polizia Locale;
3- ristrutturazione tecnico strumentale;
4- inquadramento organizzativo di comando territoriale;
5- controllo del territorio informatico;
6- conoscenza delle risorse umane e conseguente programma formativo.

Di seguito, ai sensi delle leggi, dello Statuto e delle regolamentazioni vigenti si sottopone all’approvazione del Consiglio Comunale il seguente

documento di indirizzi:

La sicurezza si preserva articolando sul territorio, in forma integrata, le varie strutture comunali, in questo modo è possibile creare la necessaria sinergia per far fronte alle sempre maggiori richieste di sicurezza.

Cooperando con altri organismi. attraverso l’istituzione di una rete formata dalla Polizia Locale, Servizi Sociali, Ufficio Tecnico ed associazioni locali, facenti capo all’UFFICIO SICUREZZA alla diretta dipendenza del Sindaco.

Il VIGILE di QUARTIERE, figura che deve diventare un punto di riferimento per l’intero quartiere; sempre la stessa nello stesso quartiere, una persona cui il cittadino possa rivolgersi con fiducia. Le problematiche raccolte dal Vigile di Quartiere confluiranno all’Ufficio Sicurezza, che valuterà se attivare la Polizia Locale, l’Ufficio Tecnico, i Servizi Sociali o altra struttura, in base alla natura stessa della problematica. In tempi brevi il cittadino avrà una risposta circa quanto segnalato, grazie alla rintracciabilità della segnalazione ed all’obbligo, da parte del responsabile di ciascun ufficio, di riferire circa l’operato, all’Ufficio Sicurezza.

Parallelamente al Vigile di Quartiere, ma con ambiti più prossimi alla prevenzione o mitigazione dei fenomeni di devianza giovanile, dopo un’attenta verifica sulla sua efficacia, potrebbe operare l’OPERATORE di STRADA, un educatore sociale impiegato direttamente sulla strada, che interviene in quegli ambiti ove il solo intervento di contrasto non sia ritenuto efficace per le problematiche in essere.

Le politiche locali per la sicurezza urbana, sono costituite dall’insieme delle azioni volte al conseguimento di un’ordinata e civile convivenza nelle città, di conseguenza i fautori di tali politiche sono le istituzioni, ma anche le organizzazioni e le parti sociali presenti sul territorio. Pertanto si rende necessario istituire un PATTO LOCALE PER LA SICUREZZA, che prevede la cooperazione tra Comune, Forze di Polizia operanti sul territorio, Protezione Civile, attività produttive, associative e di volontariato.

Il Patto Locale per la Sicurezza prevede un TAVOLO PERMANENTE, presieduto dal Sindaco, che elabori strategie d’intervento in concerto e con tutti i soggetti chiamati a operare.

Anche le attività commerciali di vicinato possono contribuire al presidio del territorio, aderendo all’iniziativa ESERCENTE AMICO, che prevede la possibilità dei cittadini di segnalare situazioni contingenti riguardanti la propria sicurezza o altre situazioni in argomento, rivolgendosi alle attività che esporranno il relativo adesivo, segnalando la situazione, certi che essa sarà telefonicamente inoltrata dall’esercente, assicurando l’anonimato del segnalante.

In tema di attività commerciali non bisogna disattendere la necessaria opera di riorganizzazione dell’area mercatale, che deve dotarsi di strutture atte a garantire l’igiene degli alimenti; di una razionalizzazione della dislocazione propedeutica al disincentivo dei flussi dei venditori abusivi; di perseguimento della legalità attraverso il costante presidio di forze di polizia locali e statali, in sinergia tra di loro, non escludendo ove necessario, anche interventi “in incognito”.

L’Amministrazione Comunale promuove iniziative di volontariato atte a favorire un più capillare presidio del territorio. In tal senso si deve prevedere l’istituzione delle G.A.V. (Guardie Ambientali Volontarie), con il preciso compito di prevenire comportamenti atti a danneggiare le aree verdi cittadine, contrastare il malcostume di alcuni proprietari di animali in tema di deiezione sul suolo pubblico, ed a reprimere comportamenti vietati come l’abbandono di rifiuti o le irregolarità circa la differenziazione nello smaltimento dei rifiuti urbani.

Altra risorsa è il VOLONTARIO delle SCUOLE, una persona che agevoli l’attraversamento pedonale degli scolari, in prossimità delle scuole, negli attraversamenti ritenuti meno pericolosi, onde disimpegnare risorse umane della Polizia Locale, da dedicare in altri ambiti.

L’Amministrazione comunale deve incrementare il ruolo locale svolto dalla PROTEZIONE CIVILE, importante risorsa del territorio.

In ambito di sicurezza urbana svolge un ruolo fondamentale la prevenzione, che deve necessariamente rivolgersi ai bambini sin dalla prima età scolare. Con il progetto EDUCANDO l’Amministrazione comunale, attraverso gli operatori della Polizia Locale, della Protezione Civile, formatori della MEA e personale scolastico, potrà incontrare annualmente tutte le classi delle scuole di Melegnano, trattando argomenti di educazione stradale, rispetto della legalità, delle regole civili e della cosa pubblica, gestione delle emergenze, nonché riciclaggio dei materiali e rispetto dell’ambiente.

Gruppo Consiliare Partito Democratico
Melegnano