Melegnano, 12 febbraio 2008
Siamo rimasti sconcertati dalla lettera sull’immigrazione del capogruppo della Lega Nord in Consiglio comunale a Melegnano, Paolo Fugazza, pubblicata dal “Cittadino” di Lodi il 12 febbraio. Come ogni ragionamento bislacco, anche quello di Fugazza parte da una somma di banalità per arrivare a conclusioni deliranti. È un’ovvietà affermare “come italiani abbiamo la nostra cultura, la nostra società, la nostra lingua ed il nostro modo di vivere” o che “noi parliamo l’italiano e non il libanese, l’arabo, il cinese, il rumeno, il giapponese, il russo o qualsiasi altra lingua. Perciò se desiderate davvero far parte della nostra società, dovete imparare la nostra lingua”.
Assai meno ovvia, ma molto preoccupante è l’affermazione successiva: “Vi è un dato di fatto certo e incon[tro]vertibile: uomini e donne cristiani hanno fondato questa nazione sui principi cristiani”.
Con questa frase Fugazza dimostra di aver urgente bisogno di un approfondito ripasso di storia e diritto. Il capogruppo della Lega Nord dimentica che l’unità d’Italia è stata realizzata da uno Stato e da una classe dirigente che esportarono nel resto della nazione una visione talmente laica e liberale della politica da scatenare la reazione della Santa sede. Pio IX nel 1874 e Leone XIII ingiunsero ai cattolici italiani di non recarsi alle urne e con il famoso non expedit impedirono ai cattolici italiani (per più di trent'anni!) di partecipare attivamente alla vita politica del Paese. I principi cristiani di cui parla Fugazza furono e sono vissuti nella vita quotidiana di grande parte del popolo italiano, ma di certo non furono il fondamento né dello Stato postunitario né della Repubblica. Nulla di tutto questo va “scritto sui muri delle nostre scuole”, signor Fugazza!
È la Costituzione all’articolo 8 (che, per nostra fortuna, fu scritta in concordia da cattolici e laici di ben altra levatura intellettuale che non quella del signor Fugazza!) a dettare i principi in materia: «Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze».
Seguono altre farneticazioni, nelle quali di nuovo Fugazza mette insieme in un’unica risma “la nostra bandiera, il nostro giuramento, i nostri impegni, le nostre credenze cristiane, o il nostro modo di vivere” che dovrebbero essere “accettati” dagli immigrati. Non v’è dubbio che chi viene in Italia debba adeguarsi alla legge italiana, perché è proprio la legge dello Stato ad attribuire dei diritti ai cittadini stranieri ma che al contempo a imporre loro, allo stesso modo dei cittadini italiani, doveri precisi. Di certo imparare la lingua italiana è necessario, di certo l’integrazione degli stranieri è uno degli obiettivi che la politica, nazionale e locale, deve realizzare nell’interesse non solo degli italiani ma soprattutto degli immigrati. Ma l’integrazione non può e non deve trasformarsi in un’assimilazione forzata che annulli le differenze! Nessuno, italiano o immigrato, è obbligato dalla legge ad accettare “credenze” o “modi di vivere”: la libertà personale è limitata solo dal rispetto della legge, signor Fugazza, e non esiste alcun “dovere” di conformismo all’opinione e alla condotta “normali”, né tantomeno a una presunta “identità”.
Le affermazioni di Fugazza sull’“identità” nazionale e sul modo di propagandarla sono inquietanti perché ci riportano indietro al periodo più buio della storia italiana. Perché c’è stato un periodo della nostra storia nazionale nel quale ciascun cittadino aveva l’obbligo di adeguare la propria vita personale alle direttrici imposte da un potere superiore, signor Fugazza: il ventennio fascista! Mussolini impose l’equazione fascismo uguale Italia e su questa base arrivò a togliere la cittadinanza agli oppositori politici. Furono i fascisti a riempire i muri d’Italia di slogan identitari inneggianti alla violenza contro chi la pensava diversamente.
Chiudiamo con un’ultima osservazione. Ci fa piacere constatare che il signor Fugazza ha finalmente recepito nel suo vocabolario le parole “nazione” e “Paese”. Speriamo che il resto del suo partito, a partire dal signor Bossi, segua questa (tardiva) conversione al riconoscimento dell’unità nazionale, finendo una volta per tutte di minacciare la secessione e il ricorso alla violenza.
Gruppo Consiliare
Partito Democratico di Melegnano
Visualizzazione post con etichetta Gruppo consiliare. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Gruppo consiliare. Mostra tutti i post
martedì 12 febbraio 2008
Illuminazione pubblica, interrogazione a Sindaco e Assessore
Melegnano, 12 Febbraio 2007
Al Presidente del Consiglio Comunale
Al Segretario generale
Al Sindaco
All’Assessore competente
Ai sensi delle leggi, dello Statuto e delle regolamentazioni vigenti, si presenta la seguente INTERROGAZIONE con richiesta di RISPOSTA SCRITTA
ILLUMINAZIONE PUBBLICA
Premesso che
Si ritiene che l’illuminazione pubblica sia uno strumento essenziale e fondamentale per garantire la sicurezza;
Che sono sempre più frequenti e allarmanti gli atti di criminalità sul nostro territorio;
Che in occasione della prima variazione di bilancio presentata da questa Amministrazione nel Luglio 2007 vengono inseriti 1.000.000 di euro finanziati in project financing e espressamente mirati ad un progetto di illuminazione pubblica;
Che già in occasione della suddetta variazione abbiamo avuto modo di esprimere forti perplessità, non tanto sulla forma in sé stessa della fonte di finanziamento, quanto sulla reale fattibilità dell’opera e quindi della variazione;
Che su 5,2 milioni di euro di variazione di bilancio, a luglio, ben 2,8 milioni di euro, pari al 54,7% dell’intera variazione risulta finanziata con la forma di project finance, e che ad oggi nulla è stato sottoposto all’attenzione del Consiglio Comunale;
Che nel corso dell’ultimo mese è sotto gli occhi di tutti i cittadini Melegnanesi lo stato di incuria e degrado in cui versa l’illuminazione pubblica, solo per citare alcune delle strade totalmente o parzialmente al buio, peraltro già segnalato a voce:
Via Monte Grappa,
Via Castellini,
Via Predabissi,
Via Giardino,
Via Medici.
Si chiede:
Quali sono gli atti e le azioni messe in campo da questa Amministrazione per risolvere il problema?
Come si rileva il processo di mancato e/o buon funzionamento dell’illuminazione tra cittadino e Pubblica Amministrazione?
Qual’é lo stato dell’arte del progetto di illuminazione pubblica; si ricorda che a questa specifica domanda non è stata data sufficiente risposta sia in sede consiliare che in commissione.
Ricordo alla Giunta anche le mie perplessità avendo ricevuto poi quelle poche e vaghe risposte non dalla Giunta ma dal Consigliere Passerini, senza che il Consiglio fosse informato di una sorta di delega ad hoc.
Il Capo Gruppo Consiliare
Partito Democratico
Elettra Sabella
Al Presidente del Consiglio Comunale
Al Segretario generale
Al Sindaco
All’Assessore competente
Ai sensi delle leggi, dello Statuto e delle regolamentazioni vigenti, si presenta la seguente INTERROGAZIONE con richiesta di RISPOSTA SCRITTA
ILLUMINAZIONE PUBBLICA
Premesso che
Si ritiene che l’illuminazione pubblica sia uno strumento essenziale e fondamentale per garantire la sicurezza;
Che sono sempre più frequenti e allarmanti gli atti di criminalità sul nostro territorio;
Che in occasione della prima variazione di bilancio presentata da questa Amministrazione nel Luglio 2007 vengono inseriti 1.000.000 di euro finanziati in project financing e espressamente mirati ad un progetto di illuminazione pubblica;
Che già in occasione della suddetta variazione abbiamo avuto modo di esprimere forti perplessità, non tanto sulla forma in sé stessa della fonte di finanziamento, quanto sulla reale fattibilità dell’opera e quindi della variazione;
Che su 5,2 milioni di euro di variazione di bilancio, a luglio, ben 2,8 milioni di euro, pari al 54,7% dell’intera variazione risulta finanziata con la forma di project finance, e che ad oggi nulla è stato sottoposto all’attenzione del Consiglio Comunale;
Che nel corso dell’ultimo mese è sotto gli occhi di tutti i cittadini Melegnanesi lo stato di incuria e degrado in cui versa l’illuminazione pubblica, solo per citare alcune delle strade totalmente o parzialmente al buio, peraltro già segnalato a voce:
Via Monte Grappa,
Via Castellini,
Via Predabissi,
Via Giardino,
Via Medici.
Si chiede:
Quali sono gli atti e le azioni messe in campo da questa Amministrazione per risolvere il problema?
Come si rileva il processo di mancato e/o buon funzionamento dell’illuminazione tra cittadino e Pubblica Amministrazione?
Qual’é lo stato dell’arte del progetto di illuminazione pubblica; si ricorda che a questa specifica domanda non è stata data sufficiente risposta sia in sede consiliare che in commissione.
Ricordo alla Giunta anche le mie perplessità avendo ricevuto poi quelle poche e vaghe risposte non dalla Giunta ma dal Consigliere Passerini, senza che il Consiglio fosse informato di una sorta di delega ad hoc.
Il Capo Gruppo Consiliare
Partito Democratico
Elettra Sabella
Sicurezza: il documento di indirizzi del PD di Melegnano
Melegnano, 12 Febbraio 2007
Gruppo Consiliare Partito Democratico
DOCUMENTO DI INDIRIZZI SULLA SICUREZZA
Premesso che
Nonostante le dichiarazioni alla stampa dell’Assessore Marco Lanzani, si veda il Cittadino del 20 novembre 2007, «……la città di Melegnano premia la politica del governo locale guidato dal sindaco Vito Bellomo e dalla coalizione di centrodestra. In particolare, ricordo le strategie per rafforzare la sicurezza cittadina»,
sempre dalla stampa locale sono sempre più frequenti, gravi ed allarmanti gli episodi di vandalismo, microcriminalità e segnali di criminalità organizzata (atti incendiari) di seguito solo un estratto di articoli:
27/7/2007 Edicola rapinata
20/9 Rapinata agenzia della BNL
3/10 Quartiere Montorfano allarme sicurezza e vandali nel parco
2/10 Rapina al bancomat di Paullo
4/10 Ignoti violano la scuola di Viale Lazio
10/10 Appiccato incendio immobiliare in via Monte Grappa
24/10 Rapina in due banche : San Paolo a Melegnano- BCC a Dresano
6/11 Writers scatenati nel cuore di Melegnano.
8/11 Melegnano e San Giuliano : assedio della microcriminalità (dalla prima pagina)
8/11 Centro città terra di nessuno, rinnovo allarme a Montorfano
14/11 Vandali sfondano vetrina in Via Marconi
19/11 Tabaccaia pedinata e scippata
20/11 Furti a raffica a Montorfano
27/11 Scippo record di 9mila euro
Furti di ferro nei cantieri lungo la ferrovia
3/12 Molotov lanciata in un parcheggio di Via XXIII Marzo
22/12 Rapina Farmacia Cavalli
28/12 Vandali nelle sale polifunzionali
Truffe agli anziani, preoccupazione dei Sindacati
11/1/2008 Vandali al parco gioco di Via Oleandri
18/1 Furti negli ambulatori
19/1 Rapina Banca Regionale Europea
Rapina alla stazione
23/1 Rapina farmacia Balocco
24/1 Banditi in azione nei bar e ai distributori
7/2 Allarme del comitato Ovest
9/2 Scippi in pieno centro
Per fronteggiare il bisogno di sicurezza sentito, avvertito e segnalato dai cittadini, si considera prioritaria la riconduzione di interventi praticabili e l’orientamento di tutti i soggetti coinvolti e servizi interessati ad un progetto compiuto e condiviso di medio e lungo tempo, capace di innovare progettualmente e di coordinare gli interventi tra di loro, al fine di creare nuove sinergie tra le attività delle Istituzioni: dalla Regione, dalla Provincia, dai Comuni limitrofi al Comune di Melegnano – con forte ruolo dei Quartieri – le istituzioni chiamate alla produzione del bene pubblico della sicurezza le Forze dell’ordine , le associazioni economiche di categoria, sindacali e sociali.
Si ritiene sia ormai trascorso un ragionevole lasso di tempo dall’insediamento dell’Amministrazione e negli atti concreti nulla si vede.
Si individuano come “mezzi e strumenti” attraverso i quali avviare un progetto per il territorio queste fasi:
1- ristrutturazione organizzativa della Polizia Locale;
2- ristrutturazione logistica della Polizia Locale;
3- ristrutturazione tecnico strumentale;
4- inquadramento organizzativo di comando territoriale;
5- controllo del territorio informatico;
6- conoscenza delle risorse umane e conseguente programma formativo.
Di seguito, ai sensi delle leggi, dello Statuto e delle regolamentazioni vigenti si sottopone all’approvazione del Consiglio Comunale il seguente
documento di indirizzi:
La sicurezza si preserva articolando sul territorio, in forma integrata, le varie strutture comunali, in questo modo è possibile creare la necessaria sinergia per far fronte alle sempre maggiori richieste di sicurezza.
Cooperando con altri organismi. attraverso l’istituzione di una rete formata dalla Polizia Locale, Servizi Sociali, Ufficio Tecnico ed associazioni locali, facenti capo all’UFFICIO SICUREZZA alla diretta dipendenza del Sindaco.
Il VIGILE di QUARTIERE, figura che deve diventare un punto di riferimento per l’intero quartiere; sempre la stessa nello stesso quartiere, una persona cui il cittadino possa rivolgersi con fiducia. Le problematiche raccolte dal Vigile di Quartiere confluiranno all’Ufficio Sicurezza, che valuterà se attivare la Polizia Locale, l’Ufficio Tecnico, i Servizi Sociali o altra struttura, in base alla natura stessa della problematica. In tempi brevi il cittadino avrà una risposta circa quanto segnalato, grazie alla rintracciabilità della segnalazione ed all’obbligo, da parte del responsabile di ciascun ufficio, di riferire circa l’operato, all’Ufficio Sicurezza.
Parallelamente al Vigile di Quartiere, ma con ambiti più prossimi alla prevenzione o mitigazione dei fenomeni di devianza giovanile, dopo un’attenta verifica sulla sua efficacia, potrebbe operare l’OPERATORE di STRADA, un educatore sociale impiegato direttamente sulla strada, che interviene in quegli ambiti ove il solo intervento di contrasto non sia ritenuto efficace per le problematiche in essere.
Le politiche locali per la sicurezza urbana, sono costituite dall’insieme delle azioni volte al conseguimento di un’ordinata e civile convivenza nelle città, di conseguenza i fautori di tali politiche sono le istituzioni, ma anche le organizzazioni e le parti sociali presenti sul territorio. Pertanto si rende necessario istituire un PATTO LOCALE PER LA SICUREZZA, che prevede la cooperazione tra Comune, Forze di Polizia operanti sul territorio, Protezione Civile, attività produttive, associative e di volontariato.
Il Patto Locale per la Sicurezza prevede un TAVOLO PERMANENTE, presieduto dal Sindaco, che elabori strategie d’intervento in concerto e con tutti i soggetti chiamati a operare.
Anche le attività commerciali di vicinato possono contribuire al presidio del territorio, aderendo all’iniziativa ESERCENTE AMICO, che prevede la possibilità dei cittadini di segnalare situazioni contingenti riguardanti la propria sicurezza o altre situazioni in argomento, rivolgendosi alle attività che esporranno il relativo adesivo, segnalando la situazione, certi che essa sarà telefonicamente inoltrata dall’esercente, assicurando l’anonimato del segnalante.
In tema di attività commerciali non bisogna disattendere la necessaria opera di riorganizzazione dell’area mercatale, che deve dotarsi di strutture atte a garantire l’igiene degli alimenti; di una razionalizzazione della dislocazione propedeutica al disincentivo dei flussi dei venditori abusivi; di perseguimento della legalità attraverso il costante presidio di forze di polizia locali e statali, in sinergia tra di loro, non escludendo ove necessario, anche interventi “in incognito”.
L’Amministrazione Comunale promuove iniziative di volontariato atte a favorire un più capillare presidio del territorio. In tal senso si deve prevedere l’istituzione delle G.A.V. (Guardie Ambientali Volontarie), con il preciso compito di prevenire comportamenti atti a danneggiare le aree verdi cittadine, contrastare il malcostume di alcuni proprietari di animali in tema di deiezione sul suolo pubblico, ed a reprimere comportamenti vietati come l’abbandono di rifiuti o le irregolarità circa la differenziazione nello smaltimento dei rifiuti urbani.
Altra risorsa è il VOLONTARIO delle SCUOLE, una persona che agevoli l’attraversamento pedonale degli scolari, in prossimità delle scuole, negli attraversamenti ritenuti meno pericolosi, onde disimpegnare risorse umane della Polizia Locale, da dedicare in altri ambiti.
L’Amministrazione comunale deve incrementare il ruolo locale svolto dalla PROTEZIONE CIVILE, importante risorsa del territorio.
In ambito di sicurezza urbana svolge un ruolo fondamentale la prevenzione, che deve necessariamente rivolgersi ai bambini sin dalla prima età scolare. Con il progetto EDUCANDO l’Amministrazione comunale, attraverso gli operatori della Polizia Locale, della Protezione Civile, formatori della MEA e personale scolastico, potrà incontrare annualmente tutte le classi delle scuole di Melegnano, trattando argomenti di educazione stradale, rispetto della legalità, delle regole civili e della cosa pubblica, gestione delle emergenze, nonché riciclaggio dei materiali e rispetto dell’ambiente.
Gruppo Consiliare Partito Democratico
Melegnano
Gruppo Consiliare Partito Democratico
DOCUMENTO DI INDIRIZZI SULLA SICUREZZA
Premesso che
Nonostante le dichiarazioni alla stampa dell’Assessore Marco Lanzani, si veda il Cittadino del 20 novembre 2007, «……la città di Melegnano premia la politica del governo locale guidato dal sindaco Vito Bellomo e dalla coalizione di centrodestra. In particolare, ricordo le strategie per rafforzare la sicurezza cittadina»,
sempre dalla stampa locale sono sempre più frequenti, gravi ed allarmanti gli episodi di vandalismo, microcriminalità e segnali di criminalità organizzata (atti incendiari) di seguito solo un estratto di articoli:
27/7/2007 Edicola rapinata
20/9 Rapinata agenzia della BNL
3/10 Quartiere Montorfano allarme sicurezza e vandali nel parco
2/10 Rapina al bancomat di Paullo
4/10 Ignoti violano la scuola di Viale Lazio
10/10 Appiccato incendio immobiliare in via Monte Grappa
24/10 Rapina in due banche : San Paolo a Melegnano- BCC a Dresano
6/11 Writers scatenati nel cuore di Melegnano.
8/11 Melegnano e San Giuliano : assedio della microcriminalità (dalla prima pagina)
8/11 Centro città terra di nessuno, rinnovo allarme a Montorfano
14/11 Vandali sfondano vetrina in Via Marconi
19/11 Tabaccaia pedinata e scippata
20/11 Furti a raffica a Montorfano
27/11 Scippo record di 9mila euro
Furti di ferro nei cantieri lungo la ferrovia
3/12 Molotov lanciata in un parcheggio di Via XXIII Marzo
22/12 Rapina Farmacia Cavalli
28/12 Vandali nelle sale polifunzionali
Truffe agli anziani, preoccupazione dei Sindacati
11/1/2008 Vandali al parco gioco di Via Oleandri
18/1 Furti negli ambulatori
19/1 Rapina Banca Regionale Europea
Rapina alla stazione
23/1 Rapina farmacia Balocco
24/1 Banditi in azione nei bar e ai distributori
7/2 Allarme del comitato Ovest
9/2 Scippi in pieno centro
Per fronteggiare il bisogno di sicurezza sentito, avvertito e segnalato dai cittadini, si considera prioritaria la riconduzione di interventi praticabili e l’orientamento di tutti i soggetti coinvolti e servizi interessati ad un progetto compiuto e condiviso di medio e lungo tempo, capace di innovare progettualmente e di coordinare gli interventi tra di loro, al fine di creare nuove sinergie tra le attività delle Istituzioni: dalla Regione, dalla Provincia, dai Comuni limitrofi al Comune di Melegnano – con forte ruolo dei Quartieri – le istituzioni chiamate alla produzione del bene pubblico della sicurezza le Forze dell’ordine , le associazioni economiche di categoria, sindacali e sociali.
Si ritiene sia ormai trascorso un ragionevole lasso di tempo dall’insediamento dell’Amministrazione e negli atti concreti nulla si vede.
Si individuano come “mezzi e strumenti” attraverso i quali avviare un progetto per il territorio queste fasi:
1- ristrutturazione organizzativa della Polizia Locale;
2- ristrutturazione logistica della Polizia Locale;
3- ristrutturazione tecnico strumentale;
4- inquadramento organizzativo di comando territoriale;
5- controllo del territorio informatico;
6- conoscenza delle risorse umane e conseguente programma formativo.
Di seguito, ai sensi delle leggi, dello Statuto e delle regolamentazioni vigenti si sottopone all’approvazione del Consiglio Comunale il seguente
documento di indirizzi:
La sicurezza si preserva articolando sul territorio, in forma integrata, le varie strutture comunali, in questo modo è possibile creare la necessaria sinergia per far fronte alle sempre maggiori richieste di sicurezza.
Cooperando con altri organismi. attraverso l’istituzione di una rete formata dalla Polizia Locale, Servizi Sociali, Ufficio Tecnico ed associazioni locali, facenti capo all’UFFICIO SICUREZZA alla diretta dipendenza del Sindaco.
Il VIGILE di QUARTIERE, figura che deve diventare un punto di riferimento per l’intero quartiere; sempre la stessa nello stesso quartiere, una persona cui il cittadino possa rivolgersi con fiducia. Le problematiche raccolte dal Vigile di Quartiere confluiranno all’Ufficio Sicurezza, che valuterà se attivare la Polizia Locale, l’Ufficio Tecnico, i Servizi Sociali o altra struttura, in base alla natura stessa della problematica. In tempi brevi il cittadino avrà una risposta circa quanto segnalato, grazie alla rintracciabilità della segnalazione ed all’obbligo, da parte del responsabile di ciascun ufficio, di riferire circa l’operato, all’Ufficio Sicurezza.
Parallelamente al Vigile di Quartiere, ma con ambiti più prossimi alla prevenzione o mitigazione dei fenomeni di devianza giovanile, dopo un’attenta verifica sulla sua efficacia, potrebbe operare l’OPERATORE di STRADA, un educatore sociale impiegato direttamente sulla strada, che interviene in quegli ambiti ove il solo intervento di contrasto non sia ritenuto efficace per le problematiche in essere.
Le politiche locali per la sicurezza urbana, sono costituite dall’insieme delle azioni volte al conseguimento di un’ordinata e civile convivenza nelle città, di conseguenza i fautori di tali politiche sono le istituzioni, ma anche le organizzazioni e le parti sociali presenti sul territorio. Pertanto si rende necessario istituire un PATTO LOCALE PER LA SICUREZZA, che prevede la cooperazione tra Comune, Forze di Polizia operanti sul territorio, Protezione Civile, attività produttive, associative e di volontariato.
Il Patto Locale per la Sicurezza prevede un TAVOLO PERMANENTE, presieduto dal Sindaco, che elabori strategie d’intervento in concerto e con tutti i soggetti chiamati a operare.
Anche le attività commerciali di vicinato possono contribuire al presidio del territorio, aderendo all’iniziativa ESERCENTE AMICO, che prevede la possibilità dei cittadini di segnalare situazioni contingenti riguardanti la propria sicurezza o altre situazioni in argomento, rivolgendosi alle attività che esporranno il relativo adesivo, segnalando la situazione, certi che essa sarà telefonicamente inoltrata dall’esercente, assicurando l’anonimato del segnalante.
In tema di attività commerciali non bisogna disattendere la necessaria opera di riorganizzazione dell’area mercatale, che deve dotarsi di strutture atte a garantire l’igiene degli alimenti; di una razionalizzazione della dislocazione propedeutica al disincentivo dei flussi dei venditori abusivi; di perseguimento della legalità attraverso il costante presidio di forze di polizia locali e statali, in sinergia tra di loro, non escludendo ove necessario, anche interventi “in incognito”.
L’Amministrazione Comunale promuove iniziative di volontariato atte a favorire un più capillare presidio del territorio. In tal senso si deve prevedere l’istituzione delle G.A.V. (Guardie Ambientali Volontarie), con il preciso compito di prevenire comportamenti atti a danneggiare le aree verdi cittadine, contrastare il malcostume di alcuni proprietari di animali in tema di deiezione sul suolo pubblico, ed a reprimere comportamenti vietati come l’abbandono di rifiuti o le irregolarità circa la differenziazione nello smaltimento dei rifiuti urbani.
Altra risorsa è il VOLONTARIO delle SCUOLE, una persona che agevoli l’attraversamento pedonale degli scolari, in prossimità delle scuole, negli attraversamenti ritenuti meno pericolosi, onde disimpegnare risorse umane della Polizia Locale, da dedicare in altri ambiti.
L’Amministrazione comunale deve incrementare il ruolo locale svolto dalla PROTEZIONE CIVILE, importante risorsa del territorio.
In ambito di sicurezza urbana svolge un ruolo fondamentale la prevenzione, che deve necessariamente rivolgersi ai bambini sin dalla prima età scolare. Con il progetto EDUCANDO l’Amministrazione comunale, attraverso gli operatori della Polizia Locale, della Protezione Civile, formatori della MEA e personale scolastico, potrà incontrare annualmente tutte le classi delle scuole di Melegnano, trattando argomenti di educazione stradale, rispetto della legalità, delle regole civili e della cosa pubblica, gestione delle emergenze, nonché riciclaggio dei materiali e rispetto dell’ambiente.
Gruppo Consiliare Partito Democratico
Melegnano
Iscriviti a:
Post (Atom)